Muco nell’intestino: nocivo o benefico?

La disinformazione lo vuole nocivo e tossico; la ricerca scientifica ne svela le proprietà antinfiammatorie.

Internet è un mezzo d’informazione molto utile e potente, dove oramai è possibile trovare di tutto. Il problema è che, spesso, non si riesce a distinguere tra informazione e disinformazione se non si ha una adeguata preparazione di base. Capita perciò di trovare informazioni contraddittorie o, peggio ancora, notizie sensazionalistiche scritte da autori non competenti, che riportano informazioni poco attendibili ma presentate in modo tale da ottenere più click e condivisioni possibili.

La salute e l’alimentazione si prestano molto bene a questo tipo di giornalismo “fai da te”, dato il grosso interesse del pubblico per quello che mangia e su come rimanere in forma ed in salute. Questa “disinformazione”, però, non fa altro che allarmare inutilmente la gente, già piena di incertezze e dubbi su temi quotidiani e fondamentali come la sana alimentazione ed il benessere fisico. La “cattiva informazione” si diffonde poi in modo virale attraverso la condivisione sui social media, fatta spesso senza alcun criterio di verifica delle fonti.
Partendo da questi fatti cercheremo di fare un po’ di chiarezza sulle informazioni di dubbia qualità: qualche volta basterà soltanto un po’ di buon senso per farvi capire che potete dormire sonni tranquilli, mentre altre volte approfondiremo l’argomento. Se vi capita di imbattervi in questo tipo di informazioni, segnalatecele pure per chiedere la nostra opinione!

Cominciamo con una notizia che parlava del muco nell’intestino che può essere eliminato consumando da 1 a 3 cucchiai di farina di lino al giorno (http://jedasupport.altervista.org/blog/senza-categoria/potresti-avere-15kg-muco-nell-intestino/). La prima cosa da fare, quando si scrive una cosa del genere, è citare la fonte. Ovviamente le fonti non sono elencate, e non viene menzionato nemmeno l’autore dell’articolo! Forse siamo troppo precisi e pretenziosi…

Sono anni che ci occupiamo di formulazione e di produzione di alimenti funzionali per i quali utilizziamo la farina ricavata dai semi di lino. Pur avendo letto diversi testi che parlano delle proprietà benefiche dei semi di lino, fino ad ora non ci siamo mai imbattuti nella presunta capacità di eliminazione del muco intestinale. Al contrario è assodato che i semi di lino aiutino a contrastare la stitichezza, grazie alla presenza di fibra in quantità elevate.

E poi: chi dice che il muco vada eliminato? Una ricerca condotta da un team di ricercatori italiani, spagnoli e americani, pubblicata sulla nota rivista scientifica Science (http://science.sciencemag.org/content/early/2013/09/25/science.1237910) e riportata sul sito de Il Sole 24 ore (http://salute24.ilsole24ore.com/articles/15918-svelate-le-proprieta-antinfiammatorie-del-muco-intestinale), parla dell’importante funzione antinfiammatoria del muco, che fa sì che la presenza della flora batterica intestinale e di allergeni alimentari non scateni una reazione immunitaria indesiderata.

 

E allora…buona informazione!!!

 


Broccolo

I Broccoli

I broccoli, un vero “superalimento” appartenente alla famiglia delle crucifere insieme a cavoli, cavolfiori, cavolini di Bruxelles ed altri, sono ricchi di fibre, costituiscono una buona fonte di vitamine del gruppo B, di vitamina A, K e C (quest’ultima, però, viene degradata durante la cottura) e contengono notevoli quantità di sali minerali, tra cui calcio, ferro, rame, sodio, potassio, magnesio, manganese, selenio e zinco.

Broccoli: un vero superalimento!

Broccoli: un vero superalimento!

Oltre alla presenza di flavonoli (una classe di polifenoli) con le loro proprietà antiossidanti,  ciò che dei broccoli fa veramente un” superalimento” è la presenza di un altro gruppo di nutraceutici – glucosinolati, in particolare glucorafanina che viene trasformata dagli enzimi endogeni o dalla microflora batterica intestinale in sulforafano. Il sulforafano è in grado di ridurre le infiammazioni croniche implicate in malattie cardiovascolari e di rallentare le divisioni cellulari incontrollate collegate con i primi stadi di sviluppo dei tumori, importante proprietà anitumorale. Insieme ad alcuni altri glucosinolati questa molecola è anche responsabile dell’odore, forte e non gradito da tutti, che si sviluppa durante la cottura di queste verdure: ma ora che sapete quanto siano importanti i glucosinolati, potreste anche perdonare questo piccolo difetto! Soprattutto se vi capita di trovare i broccoli siciliani selvatici, perché sono i più ricchi di sulforafano e sono stati utilizzati da un gruppo di ricercatori britannici nell’intento di ottenere il “superbroccolo”, tramite incrocio con altre varietà di broccoli.